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Bambini
Russi Vittime di bio esperimenti
La
Leva di Archimede - http://www.laleva.cc
Originale: Pravda,
06/07/2004
http://www.laleva.org/it/2004/06/ogm_bambini_russi_vittime_di_bio_esperimenti.html
I produttori di
pappe per bambini hanno condotto uno spietato esperimento su i neonati
russi.
Gli scienziati hanno testato i campioni delle marche più popolari di
pappe per bambini vendute nei supermercati russi. I risultati ottenuti
sono semplicemente scioccanti: il 70% dei campioni contenevano organismi
geneticamente modificati (Ogm). Alcuni derivati del latte e alcune
miscele di verdure, erano completamente composti da OGM.
Quasi tutti gli
imballaggi riportavano la frase "Non contengono conservanti
artificiali". Gli Ecologisti hanno comunque deciso di testare
diverse tra le pappe più popolari, prodotte in Russia o all'estero, per
verificare la percentuale di OGM in esse presenti, portando allo
scoperto l'operato dell'industria.
«In accordo con la nuova risoluzione dell'Ispettore sanitario capo,
tutti i prodotti contenenti più del 0,9% di OGM devono essere
specificatamente etichettati», ha detto il genetista Alexander
Baranov. «Alcune miscele erano modificate geneticamente al 100%.
Potremmo storpiare i nostri bambini».
Generalmente
gli ingredienti OGM si trovano nei preparati prodotti all'estero dalla
Nestle, Semper, Valio e altre.
Gli scienziati hanno deciso di portate la questione all'attenzione del
Presidente, dello Stato di Duma e del Consiglio Federale, con la
richiesta di introdurre una moratoria sull'utilizzo degli OGM nelle
pappe per bambini e in altri prodotti simili e di imporre delle sanzioni
a quelle aziende che non hanno etichettato correttamente i loro
prodotti.
«Diverse
aziende hanno anche ricevuto riconoscimenti per "Il produttore di
pappe per bambini più scaltro"», assegnato dall'Associazione
internazionale di pappe per bambini ha dichiarato Victoria Kolexnikova,
segretaria della CIS un'alleanza "Pro BioSafety". «Alcuni
di questi prodotti sono utilizzati nei nostri asili nido».
Dopo lo scandalo europeo del 1997 tra consumatori e i maggiori
produttori, molte aziende si sono autodichiarate «OGM free». Tuttavia
oggi queste aziende appaiono nella lista dei produttori che utilizzano
OGM nelle pappe per bambini. E' da sottolineare il fatto che molti di
questi produttori seguono un sistema con doppio standard. Questo
significa sostanzialmente che esportano i loro prodotti di una certa
qualità in certi paesi e altri prodotti di minore qualità in altri.
Non
è difficile capire che uno di questi «altri» paesi è la Russia.
Tradotto
da in italiano da
La Leva di Archimede.
Source:
Pravda
Read the original in Russian:
http://news.pravda.ru/health/2004/06/05/63834.html
(Translated by: Anna Ossipova)
English
version:
http://english.pravda.ru/main/18/90/360/13027_GMO.html
Sperimentazione
clinica abusiva su 1280 bambini
Tratto da "Panomara"
L'accusa è
gravissima: nella civile Italia alcuni medici, retribuiti da una casa
farmaceutica straniera, avrebbero condotto una sperimentazione clinica
su 1.280 bambini sotto i due anni d'età, allo scopo di verificare
l'efficacia di un vaccino antivaricella prodotto negli Stati Uniti, ma
non ancora approvato dalla Food and drug administration, l'organo
americano per la vigilanza farmaceutica. E l'effetto di questa
sperimentazione, sempre secondo l'accusa, è ancora più grave. Perché
una bambina barese che oggi ha poco più di quattro anni, Maria T.,
subito dopo la somministrazione del vaccino si era sentita molto male.
Oggi la diagnosi finale dei neurologi è drammatica: autismo, una
malattia che limita ogni capacità di relazione, di linguaggio,
d'espressione.
Poche settimane fa la famiglia di Maria ha citato in giudizio il medico
barese che aveva condotto quella che viene definita esplicitamente «una
sperimentazione abusiva».
La richiesta di risarcimento, curata dagli avvocati Francesco Terruli e
Giovanni Carrieri, coinvolge anche la casa farmaceutica produttrice del
vaccino antivaricella, la statunitense Merck.
In quelle 22 pagine la famiglia di Nicola T., un imprenditore edile di
Bitonto (Bari), ripercorre una storia che ha dell'incredibile e comincia
esattamente tre anni fa, il 4 dicembre 2000. Quel giorno Francesca,
mamma di Maria, porta la figlia alla Asl di Bitonto per la vaccinazione
contro la varicella. «Quando esce» racconta suo marito «Maria è
stata vaccinata anche contro rosolia, parotite e morbillo». Nessuno,
apparentemente, ha informato la donna di quello che è stato
somministrato alla figlia: «Mia moglie tornò a casa senza aver capito,
quasi frastornata da tutte quelle iniezioni non previste» sostiene
Nicola. «Non ricorda nemmeno di aver sottoscritto il foglio del
cosiddetto “consenso informato”. E in effetti, almeno nelle nostre
copie del documento, la sua firma non c'è».
Subito
dopo la vaccinazione Maria si ammala: prima compare un febbrone, poi una
grave otite e un brusco calo delle piastrine nel sangue. Così viene
ricoverata più volte in ospedale.
Passano i mesi e la bambina accusa crescenti difficoltà di linguaggio.
Quindi smette di parlare, definitivamente. La diagnosi di autismo arriva
un anno più tardi.
A quel punto Nicola e Francesca, disperati, cercano di comprendere che
cosa sia accaduto. Si convincono che esista un legame diretto fra i
vaccini e l'insorgere della malattia. Consultano un pediatra barese,
Massimo Montinari, che da tempo è anche un'autorità conclamata nel
campo dei rischi da vaccinazione: l'anno scorso ha scritto un libro,
Autismo, nel quale ha sostenuto, dati alla mano, che i bambini resi
handicappati da vaccini sono oltre 1.200.
Insieme con Montinari e con gli avvocati, la famiglia T. finalmente
arriva a mettere gli occhi sulla documentazione del caso. Solamente
pochi mesi fa si scopre che nel dicembre del 2000 a Maria è stato
somministrato un vaccino antivaricella sperimentale mai utilizzato prima
sull'uomo: il P32. «Nel modulo del consenso informato» dice Montinari
«c'è scritto che si tratta di uno studio sulla sicurezza e sulla
tollerabilità del P32, quando viene somministrato insieme con altri
vaccini antirosolia, morbillo e parotite nei bambini fra i 12 e i 23
mesi».
Quel documento, che secondo i legali della famiglia T. è stato firmato
solo dal medico barese che tre anni fa aveva vaccinato Maria, continua
spiegando che si tratta del «primo studio» condotto per conto della
casa farmaceutica statunitense. Aggiunge che il P32 «non è stato
ancora approvato dalla Food and drug administration», e che esiste la
possibilità di «effetti avversi (negativi) che attualmente non si
conoscono».
Montinari,
che oggi è perito legale della famiglia T., è certo che il P32 sia
all'origine dell'autismo di Maria. E sottolinea, caustico, che nel
documento del «consenso informato» si legge pure che il medico
responsabile della ricerca, un docente dell'università di Bari, è
stato «remunerato dalla Merck per realizzare lo studio». Il pediatra
è scandalizzato: «Vorrei che qualcuno mi spiegasse» sillaba Montinari
«se in Italia sia davvero permessa la sperimentazione di farmaci su
bambini, tanto più se retribuita dalle multinazionali e se priva del
consenso informato dei genitori».
Le scoperte della famiglia T., intanto, continuano a crescere: la
sperimentazione del P32 sarebbe stata condotta, non solo sulla piccola
Maria ma su un totale di 1.280 bambini in tutta Italia. E ora la
famiglia accusa la Asl e il medico «responsabile della sperimentazione»
di non avere avvisato il ministero della Salute di quanto era accaduto a
Maria fino al giugno 2002. Un fatto grave, perché l'insorgere di
effetti collaterali così gravi doveva essere subito segnalato alle
autorità sanitarie. «Viene da domandarsi» aggiunge l'avvocato Terruli
«che cosa sia accaduto agli altri 1.279 bambini».
Luigi Biasio, direttore medico della joint-venture tra le case Merck,
Aventis e Pasteur Merieux, produttrici del vaccino, nega tutto: «Il P32
non è affatto un nuovo vaccino» dice «ma è solo l'evoluzione di un
farmaco antivaricella, il Varivax, sicuro e impiegato da anni su 40
milioni di bambini americani. Non si tratta di una sperimentazione, ma
di uno studio clinico. E a noi finora non risulta ufficialmente alcun
caso di effetti collaterali: né quello della piccola Maria T., né di
alcuno degli altri 1.279 bambini».
Ma i legali della famiglia T. sospettano addirittura che nel giugno 2002
il medico dello studio clinico abbia certificato il falso al ministero,
segnalando come possibile causa dell'autismo di Maria la
somministrazione di un comune vaccino antivaricella, e non del P32 che
invece le era stato effettivamente inoculato. Biasio, però, nega anche
questo.
«Resta
il fatto che, a quattro anni, Maria non parla: emette lamenti» dice suo
padre Nicola, che ogni giorno l'accompagna in un istituto di Andria. Ora
sarà il Tribunale di Bari a stabilire la verità. Un'udienza è
prevista per il 20 gennaio 2004. La famiglia T. ha chiesto un
risarcimento di 2 milioni e mezzo di euro.
Largo
all'Antimorbillo
Un piano nazionale di massa per debellare l'infezione
I
casi di gravi reazioni allergiche nelle vaccinazioni sono assai rari.
Non per questo devono essere sottovalutati dai medici e dalle autorità
sanitarie. Anche per questo motivo la drammatica vicenda della bambina
Maria T. si dimostra importante: la mancata segnalazione degli effetti
collaterali può rallentare le contromisure e moltiplicarne i casi.
Proprio in questo periodo, fra l'altro, in Italia si torna a parlare di
vaccinazioni di massa. Il ministero della Salute, infatti, ha appena
lanciato un piano nazionale per l'eliminazione del morbillo e della
rosolia congenita. I bambini non vaccinati contro il morbillo oggi sono
25 su cento, ma in alcune regioni la percentuale aumenta al 50.
Il piano dovrebbe costare circa 7 milioni di euro. Sarà impiegato un
vaccino trivalente, contro morbillo, parotite e rosolia. L'obiettivo è
evitare l'emergenza del 2002, quando in tutta Italia si verificarono 30
mila casi di infezione e tre morti. Una vaccinazione straordinaria verrà
pertanto raccomandata (ma non resa obbligatoria) per i bambini che
frequentano scuole elementari e medie inferiori.
Le associazioni di genitori e medici che da tempo sottolineano la
potenziale rischiosità delle vaccinazioni, come per esempio
Vaccinetwork, hanno chiesto al ministero della Salute verifiche e
garanzie sulla sicurezza dei preparati.
Testo di Maurizio Tortorella