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L’Italia
su Marte!
Carlo Bertani – 3 agosto 2007
La
notizia non è confermata, ma numerosi indizi sembrano confermare
l’indiscrezione.
Il Primo di Agosto, il ministro della Pubblica Istruzione – Fioroni
– comunica, affranto, che la metà degli allievi italiani va avanti a
debiti, trascinandosi da un anno all’altro le lacune. Un po’ come i
loro padri, che si trascinano da decenni debiti e mutui.
Afferma che la “situazione è insostenibile”: troppo ignoranti e
svogliati!
Noi,
qui sulla Terra, già lo sospettammo nel 1994, quando furono aboliti gli
esami di riparazione dall’allora ministro D’Onofrio. Gli esami di
riparazione non furono aboliti per chissà quale esigenza didattica,
bensì soltanto per concedere qualche settimana in più di “respiro”
al turismo. Insomma, meglio un po’ di PIL oggi che altrettanta
sapienza domani.
Ovvio che, eliminando gli esami, non si risolse il problema: una scuola
pensata nel 1925, e frequentata dal 10% circa della popolazione, non può
essere la stessa del 2007, frequentata da più del 90% dei ragazzi.
O
siamo diventati tutti dei Pico della Mirandola, oppure gli obiettivi
didattici non possono rimanere gli stessi: reinserire gli esami di
riparazione? Può essere, ma andare indietro come i gamberi non è una
soluzione: o si faranno degli esami “burletta”, oppure si bocceranno
la metà degli allievi. Siccome la “seconda” è improponibile, sarà
data per buona la prima.
Pensare una scuola diversa, più adatta alle nuove esigenze? Troppa
fatica, e poi – su Marte – c’è poco ossigeno per il cervello.
I ministri economici – Padoa Schioppa e Visco – se la prendono
invece con i 100 miliardi d’evasione fiscale: non si può andare
avanti così!
Noi,
qui sulla Terra, già lo sappiamo: basta portare l’auto dal meccanico
per sentirsi dire: «Sono trecento euro in fattura; se, invece, me li
dai “così” sono duecento”. Oppure dall’avvocato: «No, solo
contanti, niente assegni o bonifici…» L’idraulico, poi, ti racconta
«Una settimana di lavoro: se me li dai “così”, con mille e
duecento euro te la cavi…d’altro canto, per una settimana, mi sembra
un prezzo onesto…»
Peccato che un operaio, per
guadagnare quei soldi, ci mette un mese.
Il
Buon Samaritano Damiano, invece, viene da Cuneo. La città è da sempre
famosa per i suoi dolci, fra i quali spiccano i “cuneesi al rum”,
cioccolato e liquore. Damiano è invece un “cuneese alla camomilla”,
con la sua aria beata da eterno sacrestano degli scout. Mette insieme
una riforma del welfare che è una schifezza, e poi si lamenta se gli
altri storcono il naso: provi a mettere un po’ di rum…pardon, un
po’ di soldi…nella riforma (magari presi da quei 100 miliardi
d’evasione?) e ci risparmi la camomilla, che se vogliamo ipnotizzarci
come dei coglioni sappiamo come fare, anche senza la sua faccina
sorridente, lo Smile del governo in carica.
Negli
stessi giorni, un deputato dell’UDC – un certo Mele – si concede
uno sfizio. Se ne va in un alberguccio del centro romano con champagne,
coca e due belle figliole. Ma sì, dopo un anno di fatiche parlamentari,
me lo sono meritato.
Una delle due ragazze, però, dopo bevute, sniffate e trombate si sente
male: maledizione, che male c’era a divertirsi un po’…
Il giorno dopo, tutti nel confessionale…pardon…tutti a fare le
analisi per dimostrare che non sniffano coca, proprio di fronte a
Montecitorio.
Frammenti di discorso «Oh, ma sei sicuro? No, perché se non sei
proprio sicuro torna domani, che qui ci rovini la piazza…quanto? Due
giorni, e il medico ha detto che non dovrebbero trovare più niente? Va,
torna domani che è meglio…»
Insospettisce
anche l’esternazione del leader della CGIL, il buon Epifanio, sulla
penosa controriforma della controriforma Maroni e della controriforma
Dini: «Dobbiamo chiudere adesso: a settembre non si può!»
Parole sibilline: che senso
avranno?
Che tutte questa cosa capitino d’estate, insospettisce: vuoi vedere
che…
L’unica spiegazione per tanta fretta è che a Decimomannu – poligono
missilistico italiano – ci sia qualche segreto di Stato che non
conosciamo. Fosse l’unico.
Probabilmente, il genio italiano ha già costruito lo Shuttle
planetario, quello per gironzolare nel sistema solare come noi prendiamo
Ecco
perché decidono tutto fra Luglio ed Agosto: vengono sulla Terra in
ferie! Dopo, se ne vanno, portandosi appresso anche le bianche poltrone
di Vespa!
Tutta la politica nostrana è allora un colossale “Capricorne one”
alla rovescia: quelli, su Marte, ci stanno per davvero!
Tutto quadra, anche la carenza d’ossigeno, la quale non consente che
brevi e modeste comunicazioni. Lunghe riflessioni e meditazioni, per
cercare di risolvere veramente i problemi? No, purtroppo, quelle
possiamo farle solo noi sulla Terra. Loro…
Carlo
Bertani articoli@carlobertani.it
www.carlobertani.it