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«Mostro
di Firenze» e pista esoterica
Tratto da libro: «Gli
affari riservati del Mostro di Firenze»
(...)
Dunque mi decisi a telefonare a quel Gran Maestro che volle entrare in
scena già nel 1995. (…)
I colloqui furono sconvolgenti
perché trovai in lui una persona che della setta sapeva veramente
tutto; non solo, ma era aggiornatissimo anche sul contenuto di ogni
verbale che era stato scritto dopo ogni mia deposizione.
Quindi la decriptazione dei delitti, l’individuazione dei brani
scritti sui libri e quant’altro provenivano tutte da lui (…)
Divenne lui la mia fonte e cominciai a chiamarlo quasi ogni giorno; una
volta addirittura mi disse: «Lo sa signora che lei sta facendo
tremare i capi della più potente università del mondo?» Quale?
Chiesi io, e lui: «L’Università di Yale, oppure crede non
sappiano chi è il suo mister X? O non abbiano collegato quanto ieri ha
messo agli atti circa l’interesse della Casa Bianca al “mostro di
Firenze”?»
Scusi
eccellenza, ma lei come conosce atti che sono stati secretati?
«Allora
lei è ingenua, e anche il dottor Giuttari è o vuole fare l’ingenuo:
non c’è nulla di quanto dite, fate o pensate che sfugga a questi
poteri, che hanno infiltrati dappertutto. Sbaglio o qualcuno le chiese
una relazione di decriptazione del libro Hannibal?»
Si
è vero, sa anche questo? Io però non la mandai
«E fece bene. Perché non dice il nome di chi gliela chiese? Così
aiuta anche il capo della Mobile a capire da chi è circondato. Oppure
pensa che il superpoliziotto che fece epoca non sia stato iniziato in
questa setta massonica? Dunque è presumibile che continui a controllare
tutto, non le pare? Non mi crede? Bene, legga i giornali fra un paio di
giorni, nella pagina di politica estera, e vedrà come i capi
dell’organizzazione accoglieranno il figlio dell’ex presidente Bush,
vedrà e allora mi darà ragione. Cosa crede, che non gliela faranno
pagare di avere destato sospetti interessando uno 007 da quattro soldi
alla vicenda “mostro di Firenze”, mettendo orami a rischio la
segretezza della setta mandante di quei delitti?»
Provai un attimo
di disorientamento e chiesi: Eccellenza, ma io che non sono nessuno cosa
posso fare per aiutare a smascherare tanto orrore?.
«Ora
lei deve accettare di agire con cautela, mettendo tutto nelle mani degli
inquirenti ma facendosi nello stesso tempo proteggere; qui c’è
bisogno di un vertice ad altissimo livello, prima che qualche autorevole
figura istituzionale faccia la fine di Falcone, mi comprende? Noi
aiuteremo lei e gli inquirenti ma voi non potete sbagliare una mossa.
Innanzitutto lei dirà il nome della setta e contestualmente loro
faranno sapere tramite la stampa di averla individuata senza svelarne il
nome. I capi si sentiranno indagati e molti adepti si dissoceranno e in
queste mosse false sarà facile assicurare gli assassini e i mandanti
alla giustizia. Lei dovrà stare per un periodo in una località
segreta, dovrà aiutarli a capire quanto lei ha scoperto in anni di vere
indagini, e per far questo deve essere serena e sicura che non accada
nulla alla sua famiglia. Mi creda, è il momento di far sapere che la
setta è stata scoperta. Il resto
verrà di conseguenza. Anche la base inglese sta tremando».
Perché?
«Ricorda
Lady Diana?»
Sì,
certo; io stessa sospettai qualcosa e scritti al padre di Dody.
«Allora le dico: E. J. Rappresenta per l’Inghilterra
l’artista capo della setta e D.A. faceva parte dell’Ordine Egizio,
il cui delegato generale fa il nobile fiorentino Alfonso Del Guercio.
Queste due massonerie rivendicano ciascuna il proprio potere, essendo
nemici da sempre, e l’unione dei due poveretti rischiava di porre fine
a questo fruttuoso conflitto».
Poi
aggiunse: «Ma
lei l’ha ascoltata bene la canzone che Elton John ha suonato per
Diana? Non pronuncia subito la parola “rosa”? E none era la stessa
canzone, modificata, creata per l’altra vittima della setta: Marilyn
Monroe? Signora, non si spaventi, ora deve arrivare fino in fondo, le
ripeto, noi siamo dalla parte della giustizia anche se per ora rimarremo
nell’ombra; ma appena capiremo che gli inquirenti intendono riscattare
il sangue delle vittime, noi faremo la nostra parte. Metta vicino di due
libri: Hannibal e quello dell’uomo dell’FBI, e vedrà che riconoscerà
il Pazzi e allora molte cose saranno più chiare; e poi, mi dia retta,
dica chi della Questura le chiese la relazione su Hannibal. Perché un
funzionario chiede a lei la relazione su un “romanzo”? La risposta
è una sola: perché quel libro potrebbe non essere un romanzo e dietro
l’autore potrebbe celarsi qualcun altro».