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- Inchiesta
"Mostro di Firenze"
- Libro sul "Mostro di
Firenze"
«Mostro
di Firenze»: gente comprate…«Gente»! La «borsa della verità» in
forte ribasso a causa di un crollo improvviso delle «azioni Giuttari».
Quale sarà la reazione degli investitori ingannati? La settimana
scorsa, il rotocalco aveva presentato il titolo azionario con accrediti
che pare si siano rivelati uno specchietto per le allodole. Infatti è
di oggi la notizia pubblicata a caratteri cubitali: «Silurato Giuttari!
Indagava sul Mostro di Firenze». Volete la guerra?…E guerra sia!
Credetemi, vale la
pena che acquistiate il nuovo numero di "Gente", fate questo
piccolo sforzo e non ve ne pentirete, potrebbero essere gli ultimi
"esemplari" di un certo tipo di "giornalismo", e
incorniciarne almeno una pagina da appendere in salotto, vi consentirà
un giorno, di spiegare ai
vostri figli, ai vostri nipoti, che uno "scoop" può valere
anche una vita umana!
Complimenti, complimenti sinceri, a Gennaro De Stefano e a Roberto
Fiasconaro, bravi, a quando la promozione?
Ora, non resta che attendere l'attacco a Gabriella Carlizzi!!!
Vi basterà rispolverare negli "archivi" di qualche collega,
per esempio Giangavino Sulas, o anche in
qualche Agenzia di stampa,
tra le più disponibili, ne troverete tante,
alla fantasia non c'è limite…prego accomodatevi! E' proprio
quello che mi serve, farmi un po’ di soldi con un bel pacco di querele!
Questa volta non saranno archiviate, i tempi ormai sono cambiati da quel
1995, e certi "poteri" ora
sono dalla mia parte, e anche le migliaia di cittadini che mi seguono in
internet, sono pronti a scendere in piazza…tanto per voi è
tutta" PUBBLICITA'"!… Anche per me e per il mio sito www.giustainformazione.it,
e per il mio giornale, "L'Altra Repubblica", e per tante,
tante inedite cose che scoprirete tra qualche giorno…
Ora però, se permettete, devo occuparmi di questioni serie, devo
documentare i visitatori del sito,
su come stanno veramente le cose in questa vicenda che chiama in
causa le Istituzioni, che certo non sono di carta...almeno su questo
siete d'accordo "Gente"?
Miei cari lettori, mi scuserete se questa volta evito di commentare
l'articolo in questione, d'altra parte mi sono imposta dei limiti, oltre
i quali offenderei la mia
dignità e quello che in tanti anni di impegno serio mi sono
conquistata.
Sapete tutti leggere, e attribuire il giusto peso anche ai verbi, i
tempi soprattutto, il passato al posto del presente e così via.
Dunque, già i giorni precedenti l'articolo della scorsa settimana, il
collega Fiasconaro mi aveva lasciato
uno dei suoi sms: "Mi hanno telefonato De Stefano e Mura, hanno
esautorato Giuttari."
Questo si verificava un paio di settimane fa.
Telefonai subito al mio collega Mura, riferendogli di questo messaggino,
chiedendogli della notizia.
Mi rispose che lui non aveva telefonato affatto a Fiasconaro e che
invece costui lo aveva cercato il giorno prima, chiedendogli se sapeva
qualcosa in proposito. Mura, peraltro in quei giorni a letto con
l'influenza, mi disse di non avere conferme in tal senso, e la stessa
cosa era per me.
Al Viminale sapevano
che sì, c'erano in corso spostamenti, e che era probabile che Giuttari
venisse collocato a Roma, dato il grado maturato, un grado più elevato
del vice Questore a Prato, quando fu promosso e poi messo a capo del
Dipartimento Delitti Seriali, a Firenze.
Comunque, dopo un quarto d'ora che avevo parlato con Mura, ricevetti un
altro sms di Fiasconaro: "La notizia non è sicura, la stanno
verificando."
La sera dello stesso giorno, richiamai Mura, commentando quanto
avveniva.
Gli dissi anche che avrei pubblicato sul sito
"disinformazione" tutta la verità di questi "strani
movimenti", e Mura mi rispose
un po’ risentito, dicendomi che guai se qualcuno avesse fatto
il suo nome.
In verità, finché mi è stato possibile ho evitato, fino ad oggi,
giorno in cui ho il dovere di non saltare nemmeno un passaggio di quanto
responsabilmente vi informo.
Non è un giudizio il mio, quando affermo che il Dottor Giuttari ha un
carattere difficile e che a mio parere ha "prestato il fianco"
a chi altro non attendeva per "archiviare il sangue delle povere
vittime". Perché se di archiviazione si parla, badate che quei
fascicoli sono intrisi di sangue, e quel sangue non tacerà chiuso negli
armadi dei tribunali, quel sangue griderà ancora più forte e l'eco vi
accompagnerà per sempre.
Se solo ci riferissimo a quei sette duplici delitti, sappiate che tra
quei ragazzi massacrati, poteva esserci uno dei nostri figli, ed è
questa l'immagine che dovete avere davanti ai vostri occhi, prima di
mettere la parola "fine", al dolore altrui, e rinnovare il
passaporto al "Mostro di Firenze".
Cos'è, si approfitta di un movente inusuale, della parola
"esoterismo" poco orecchiabile nei codici, per decidere che è
ora di chiudere, di archiviare o di fermarsi a quei nomi già indagati,
e con indizi insufficienti, almeno questo si fa intendere?
Eppure, io che mi arrogo il diritto e la responsabilità di affermare di
conoscerla questa verità, tutta
e soprattutto negli aspetti più inquietanti, potrei
tranquillamente dire che se proprio non ve la sentite di parlare di
magia e quanto altro di "impalpabile", l'inchiesta è comunque
valida, solida, e i nomi cosiddetti "eccellenti" sono gli
stessi, tanto o esoteristi o zozzoni, sempre di associazione per
delinquere si tratta.
Affar loro se hanno ucciso come cannibali o come pazzi, o come maniaci,
il risultato di questa "operazione con licenza di uccidere"
non cambia, e dunque non credo proprio che si possa archiviare senza
pensare alla reazione dell' opinione pubblica.
Tutti sanno che io per prima mi sono incazzata con Giuttari, l'ho
affrontato sulla stampa, nelle trasmissioni, ho bussato alla porta del
Viminale, perché
prendessero in esame "Scarabeo",
ho fatto di tutto, ma sempre in uno spirito di trasparenza, nel
fine di tirare fuori quello che
bolliva in pentola.
Volevo sbloccarlo da qualcosa che avvertivo su di lui come violenza,
volevo prevenire ed impedire che un giorno come oggi si leggesse
sul giornale: "SILURATO GIUTTARI".
Mi sembra di
assistere ad un "OMICIDIO"!
Dio solo sa quanto in questo momento sto soffrendo, per tutto il bene
che ancora voglio a quest'uomo, a questo poliziotto che sa essere anche
cattivo, violento, ma che
rappresenta un "VALORE" per lo Stato Italiano.
Mi chiedo se i suoi "modi", non siano la conseguenza dei
"modi" di altri…
E ognuno si è dato da fare per questo "finale" ad effetto,
tutti, uno ad uno si sono offerti volontari:
pubblicità esagerata, salotti televisivi, compreso quello dei
"maghi"… Giuttari, circondato da nemici travestiti da amici,
e a nulla sono servite le mie lettere…accorate,…quasi
offensive… nulla…per me solo silenzio, e maldicenze riportate,
forse chissà, inventate
addirittura…povero Giuttari!
Ma lasciatemelo dire: che schifo!
Il Viminale l'ho quasi implorato, perché si accorgessero della
sofferenza di quest'uomo, di quelle pagine di "Scarabeo" piene
di dolore, di delusione, come a dire: " Va bene, mi inventerò che
era tutta una invenzione, la pista esoterica, la Rosa Rossa, che cretino
che sono stato, ho pensato di volare in alto, e non mi sono accorto che
il mio livello non deve andare oltre la vendetta del figlio di un
mafioso…"
Questo è "Scarabeo", e questo non è un romanzo, questo è
dolore, e non c'è nulla di più vero del dolore.
Poco tempo fa, quando ho saputo che le mie lettere, i miei fax erano
all'attenzione del Dottor Valeri, al Viminale, non ricevendo alcuna
risposta alla mia richiesta di colloquio, ho telefonato più volte, fino
a riuscire a parlare direttamente con il Funzionario.
Effettivamente mi confermò che conosceva a memoria, parola per parola
quello che avevo inviato, anche nel merito di "Scarabeo", ma
oltre ad indicarmi come punto di riferimento la Magistratura, mi invitò
a non insistere con le telefonate, potendosi profilare per me il reato
di molestie!
Smisi di telefonare, ma di certo continuai ad interessare di quanto mi
accadeva al Viminale, Uffici
diversi…naturalmente del Viminale.
Mi ero resa conto di come
deve sentirsi solo un poliziotto, nei
momenti più difficili della sua carriera. Quanto si verifica oggi,
altro non è che l'effetto della solitudine di chi, pur con tanti
errori, difetti, nello Stato deve averci creduto davvero, e forse lo si
accusa di aver consumato troppa luce, a furia di aspettare l'alba, anni
dopo anni, senza muoversi dalla scrivania del "Mostro".
Mi chiedo se per caso
in questa brutta storia ci sia entrato qualcosa di "personale"
Sul Quotidiano "La Nazione" del 30 Giugno 2002, fu pubblicato:
"E' braccio di ferro a Firenze tra il Capo della Mobile, Michele
Giuttari e il Procuratore Capo Ubaldo Nannucci. Quest'ultimo giovedì
scorso ha revocato a Giuttari la delega relativa alle indagini sulle
escissioni effettuate sulle salme di tre anziane donne nelle Cappelle
del Commiato dell'ospedale fiorentino di Careggi.
Motivo: fuga di notizie. Il super-poliziotto non ha gradito e ha dato
mandato al suo legale di querelare…".
Il Quotidiano "Il Tirreno" pubblicava: "Profanata
un'altra salma, è la quarta. Silenzio degli Inquirenti. Sugli autori e
sul movente delle macabre profanazioni tra gli Inquirenti incombe il
silenzio assoluto, e anche un po’ nervoso in seguito alle polemiche
scoppiate tra la Procura della Repubblica e la Questura, dopo il ritiro
da parte del Procuratore Ubaldo Nannucci della delega delle indagini al
capo della Squadra Mobile Michele Giuttari, al quale sarebbe stata
addebitata una fuga di notizie sugli accertamenti in corso. Giuttari
querela. Proprio ieri Giuttari ha affidato al suo legale Giovanni Maria
Dedola, l'incarico di presentare una querela per diffamazione, in quanto
la motivazione addotta per il ritiro della delega sarebbe <
offensiva, immotivata e priva di qualsiasi fondamento>. Dedola ha
anche aggiunto con tono polemico nei confronti della Procura:
<Nessuno si può permettere di infangare una carriera al servizio
dello Stato, senza prove>."
Non so perché, ma questa storia delle salme sfregiate, mi rievocò
un'intervista di molti anni prima, rilasciata ad un rotocalco, dall'ex
moglie di un Magistrato. Pare che costui avesse manie di taglieggiamenti
sadici, sul corpo della povera moglie, poi morta in circostanze
misteriose, forse un incidente…(dall'archivio delle mie
reminiscenze…).
Quando si verificarono questi fatti, alle Cappelle del commiato di
Firenze, io mi trovavo a Perugia.
Si era fatto tardi quella sera, ero stata interrogata dal Magistrato
Dottor Mignini, presso il Comando dei Carabinieri.
Salii in macchina per tornare con mio figlio Andrea al "Kursaal
Hote" di Passignano dove alloggiavo.
Ricevetti un telefonata "strana" da un giornalista. E così
chiamai Giuttari, sia per informarlo dell'avvenuto interrogatorio, sia
per quella telefonata. Giuttari era inquieto, e fui io ad informarlo che
potevano esserci "novità" relative alle profanazioni dei
cadaveri, e gli promisi che mi sarei informata meglio.
Veramente non ne sapeva nulla!
Guidavo assorta in pensieri
pesanti, e credo che non si possano descrivere a parole, le tensioni,
gli stati d'animo, la lotta di quel periodo, lotta non solo mia, ma
anche di chi doveva indagare e veniva ostacolato con i mezzi più
meschini.
Feci il numero di un'amica di Firenze, una di cui potevo fidarmi.
Frenai bruscamente, e mio figlio mi chiese: "Mamma che hai, stai
male?"
"No, Andrea, mettiti a pregare però, questa volta a Giuttari gli
tagliano le palle, dobbiamo difenderlo, non è giusto, lui non c'entra
niente,…..ma guarda questi delinquenti,
ma chi cazzo si credono di
essere…"
Riuscii a rintracciare il dottor Mignini, gli raccontai di come erano
andate le cose, e lo pregai di intervenire, se avessero accusato
Giuttari.
La verità era che una giornalista, parente del medico legale incaricato
nella vicenda, riuscì ad avere per prima
la notizia dei risultati peritali, e forte della credibilità
della fonte, giustamente se l'era giocata.
Questo è giornalismo serio, e perciò nulla da dire.
Come da copione, arrivò l'ingiusta accusa a Giuttari, e Giuttari che
certo non è quello che porge l'altra guancia, querelò.
Io ero incazzata come una belva, anche perché la mattina successiva
feci sapere alla Procura di
Firenze che conoscevo l'origine della "fuga di notizie" e
volevo metterla a verbale.
Altro che muro di gomma! Non solo non mi chiamarono mai, ma ignorarono
anche la stessa giornalista autrice dello "scoop", la quale si
recò personalmente in Procura "autoaccusandosi".
Ormai il problema non
era più solo quello di un Procuratore che non crede e non condivide
una pista, la cosiddetta "pista esoterica", il problema
era quello di un Procuratore querelato dal Capo della Squadra Mobile, e
con tanto di risonanza sulla stampa!
Pensate al povero dottor Canessa…destinato a stare tra più fuochi!
(Questo ve lo spiegherò un'altra volta…).
Spero che si capisca anche ciò che è più grave se non scritto…
ORA APRITE "SCARABEO" a pagina 147. Leggiamo:
"Se voleva diventare un divo, gli conveniva fare l'attore…La
Procura di Firenze ha cose più serie a cui pensare. E bisognerà che
Ferrara si adegui, e presto anche."
"Che intende fare?"
"Per ora niente. Ma se non mi porta risultati a breve, saprò come
intervenire."
Il Questore rifletté.
"Gli parlerò" disse.
"Lo faccia, se vuole. Ma l'avverto che se le cose non cambiano,
potrei anche dare parere negativo per la sua promozione al grado
superiore, se non peggio."
"Non è eccessivo? Il dottor Ferrara è pur sempre un servitore
dello Stato come noi…"
"Andiamo, gliel'ho detto. Ferrara non fa che pensare al caso del
Mostro, ancora dopo tanti anni. In Procura non viene quasi mai, e,
quando si fa vedere, si chiude nell'ufficio del collega che segue la
vicenda…O Ferrara torna a fare il Capo della Mobile, o potrei
vedermi costretto a scrivere direttamente al Capo della Polizia,
chiedendone la rimozione…".
Ora sfogliamo le pagine di Scarabeo", e fermiamoci a pagina 221.
Leggiamo:
"Mentre quasi tutti quei tagli, erano sparsi a casaccio, quattro
leggermente più profondi e precisi degli altri, erano disposti in modo
più netto e regolare…Quattro lettere…"
E quattro furono nella realtà le salme profanate alle Cappelle del
Commiato!
"Scarabeo" pagina 146. Leggiamo: "…Ferrara ha ottime
credenziali, una carriera di tutto rispetto, ma non è più lui.
Questa specie di ossessione per i mandanti e la magia nera finirà
per rovinarlo…"
"Scarabeo" pagina 137. Leggiamo: "…Ma non dimentichi il
gambo di rosa. Come sa la rosa rossa è un elemento ricorrente per riti
di magia nera. Nel vaso ce ne sono sei. Sette, se contiamo il gambo sul
cadavere. Numero magico. Poi c'è il sigaro sminuzzato…".
"Quello è un riferimanto a lei", tagliò corto il
Procuratore, chiaramente seccato. Non
condivideva l'interesse del Commissario per le piste
sataniche…".
E allora, cosa ci rispondono le Istituzioni?
O lo Stato pensa anche questa volta di non dare segni di vita?
Volete saperlo o no, "CHI SONO", il "Mostro di Firenze?
Gabriella Pasquali Carlizzi