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«Mostro di Firenze»: Mamma mia che «Gente»!
Ma la «Nazione» (riceve i) FIOR (e va) AVANTI…..!
Roma 14 aprile 2004 - Esclusiva per Disinformazione.it

Il "Mostro" sembra proprio godere di ottima salute, continua a camminare a piede libero tra rotocalchi, quotidiani, libri vecchi e nuovi, e più si muove, più incontra fans pronti a tutto,  pur di mantenerlo in vita, e difendere, costi quel che costi, la sua credibilità di "mostro innocente"! 
Effettivamente l'arrivo della primavera rinvigorisce la natura,  i boschi si ripopolano di amori e sguardi furtivi, gli orti regalano i primi frutti e qualche rara primizia spunta con lo stesso luccichio di un bossolo, ma si sa, quella è zona di caccia! Lì tutti si conoscono, addirittura se capita che vien voglia di scrivere una lettera a qualcuno, una lettera s'intende "riservata", nemmeno è necessario firmarla, perché la missiva giunge a destinazione e altrettanto "riservatamente" sparisce.
Ma in natura nulla si crea e nulla si distrugge, e così gli sguardi furtivi tornano in vita sottoforma di testimoni parlanti, le lucide primizie, tenute a dieta, passano dalla taglia (calibro) 22 ad una 30 o 32,  e la lettera esce dalla riservatezza e si fa conoscere da tutta "La Nazione".
Ma che "Gente" è mai questa? E "La Nazione", qual è? 
La domanda è legittima, pertanto su "La Nazione" di ieri, in cronaca di Firenze, e su "Gente" in edicola da oggi, ci sono le coordinate di quanto merita una risposta chiara, urgente ed anche un po’ severa.

Tutti ricorderanno che Pietro Fioravanti fu l'avvocato "storico" di Pietro Pacciani, fino a quando il contadino di Mercatale, mantenne in esclusiva, l'ambito titolo di "Mostro di Firenze".
Poi, dopo che il Vampa fu condannato a ben quattordici ergastoli nel processo di primo grado, pensò di aver dato abbastanza all'amico difensore, almeno in termini di notorietà e di introduzione in ambienti tali  da consentire al criminologo Francesco Bruno di accettare la nomina di consulente di parte, tacendo alla Corte d'Assise, di aver svolto, su incarico dell'allora Prefetto Parisi, indagini parallele sul "Mostro", quando ancora il "Mostro" uccideva.
Gli addetti ai lavori sanno che Francesco Bruno all'epoca era anche il criminologo del SISDE, e chissà se qualcuno si è mai chiesto circa la scelta di Pacciani e di Fioravanti di un perito di tale appartenenza, se fu la loro una libera scelta, o fu loro imposta, o vi furono motivi di "affinità" di servizio, atteso che Fioravanti sarà un avvocato di tarda vocazione, prima era un insegnante di scuola, e Pacciani una vecchia conoscenza nell'universo carcerario, e quindi dotato di "fiuto" riservato. Chissà, ma di certo qualcuno lo sa.
E vale anche la regola di qualunque apparato, al cui interno esistono vari livelli, gerarchicamente disposti non solo in base alle capacità professionali, ma anche e soprattutto in forza di potere.
Potere ad esempio di condizionare le Istituzioni, nei loro stessi rappresentanti, mediante il sofisticato uso del ricatto, o potere di scambio di verità o di menzogne, potere di rappresentare l'indizio come prova, ma anche il contrario, potere di svilire un crimine della drammaticità mediante la satira.
E per tutte queste ragioni, il povero Pacciani giurò eterna gratitudine al successore di Pietro, non il Santo ma semplicemente Fioravanti, che fu di fatto scaricato dall'illustre Nino Marazzita.

Il gioco valse la candela, e il rito della storica assoluzione dell'agnelluccio di Mercatale fu celebrato con successo. E poi dicono che la Magia non funziona!
D'altra parte, gli esoteristi della "Rosa Rossa", nel caso si fosse creata l'ulteriore necessità di "sacrificare" al dio del silenzio eterno il neo- assolto Pacciani, costui sarebbe stata un'offerta ben gradita, purificato da ogni cattivo pensiero, opera e omissione.
Lo stato di beatitudine durò ben poco. Infatti, non solo Pacciani non era più il "Mostro", ma nessun altro aveva preso il suo posto, e chiunque altro ci si poteva trovare all'improvviso, senza nemmeno accorgersene. Chiunque, nessuno escluso. Si ricreò insomma un clima simile a quello di tangentopoli, quando anche nelle migliori famiglie, la sera prima di coricarsi si preparava una valigetta con il necessario, qualora le sirene di Di Pietro avessero preceduto il canto del gallo.
D'altra parte le voci sul possibile "Mostro", abbracciavano tutta la scala sociale, e tutte le professioni, nobili e meno nobili, e quel periodo fruttò davvero molto a chi bussando a tutte le porte dei "candidati-mostri", accorgendosi che erano tanto numerosi, pensò bene di ricorrere ad una sorta di "condono", dando un esito ben più confortante del condono del Cavaliere: infatti, mostro vero o mostro falso, a molti convenne uscire dall'incubo a fronte di un versamento, peraltro non cruento.
E così, il mandante fu condonato a vittima, la sacerdotessa a poetessa, la stanza dei riti si perse al catasto sotto una catasta di documenti di gente scomparsa, tanti da allertare "Chi l'ha visto?", che di mostri ne ha ritrovati in numero superiore a quelli scomparsi. Niente paura, anche i mostri possono avere dei fratelli gemelli, o più semplicemente sosia o cloni, sia vivi che morti. Non a caso  a riconoscere il cadavere del povero medico perugino Francesco Narducci, furono molti, e ognuno lo vide già morto in un posto diverso e in diverse posizioni! Tutti giurano: era proprio lui, era Francesco Narducci! "Chi l'ha visto?" non ci sta. L'indagine di Pino Rinaldi è andata fino in fondo, un'indagine da " sub" in quel del Trasimeno!  Anche il lago ormai è reticente, sospettato di omertà , Giuttari indagherà anche i pesci di quelle "dolci e fresche acque", dimenticandosi che non a caso si usa dire: "acqua in bocca" o "muto come un pesce", e allora per aggiustarsi le "ossa rotte" dell'ennesima missione negativa, dovrà ricorrere alla scienza di un illustre ortopedico: e chi meglio del professor Jacchia, di cui ormai conosce vita e miracoli, dopo aver perlustrato ogni angolo delle sue case , smontate come le costruzioni Lego? A Giuttari si sa piace giocare, e quando è troppo stanco per "Scarabeo", torna ai giochi dell'infanzia….ma come non ci ha pensato prima?
Il "Mostro" potrebbe essere anche un pedofilo?! E potrebbe aver ucciso anche i bambini, oltre che le coppiette?! Oppure quello delle coppiette conosceva quello dei bambini, e si sono ricattati a vicenda, loro e le loro "bande", perché no?

La paura cresce di nuovo, e il condono potrebbe essere vanificato da fatti nuovi e abusivi. Qualcuno sente puzza di bruciato, che fare? La solita cosa: spostare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle cosiddette "nuove piste". E così il generoso Fioravanti  si annuncia su La Sette, e Mario Spezi torna a gettare ombre su "Gente" per bene: naturalmente se la prende con Giuttari, ma non ha il coraggio di fare il nome, nonostante la gravità delle accuse,  superi ogni limite.
Attenti però, che la calunnia può essere anche insinuante…un po’ di giurisprudenza non fa mai male!  
E comunque, scivolare sulle "nuove piste" in questa stagione è pericoloso, basta una valanga e si rischia di sgualcire i documenti freschi di stampa, identici a quelli che furono, e che naturalmente sparirono. 
Mi viene un dubbio: Pacciani morì forse masticando un pezzo di carta avvelenata? Oppure morì come il Prefetto Vincenzo Parisi? Di certo tra i due un personaggio in comune c'era, uno che nel '95 rischiò di essere smentito dal Prefetto, se fosse rimasto in vita, e successivamente rischiò pure il contrario, ma da parte di Pacciani che avrebbe confermato senza metafore quello che il suo medico aveva scritto in codice nei dossier riservati.
Ma davvero credete che Vincenzo Parisi avviò sul "Mostro" un'inchiesta parallela a quella ufficiale della Magistratura? Oppure, si trovò di fronte al fatto compiuto, e dovette subire per non ledere l'immagine dell'apparato? O peggio ancora, dobbiamo credere che Parisi inviò "il dossier-corpo di reato", autodenunciandosi con gli stessi Inquirenti?
Lo Stato avrà pure i suoi difetti, ma prestarsi al semplice ascolto di chi sputa nel piatto dove continua a mangiare, è offendere nello Stato noi stessi, che ne facciamo parte.

Eppure dalla Russia arrivò davvero una sostanza capace di indurre l'infarto, come accadde a Pacciani e a Parisi, una sostanza non rilevabile in sede di autopsia….fino a qualche tempo fa.
Poi, anche la scienza ha fatto molti passi avanti, e a furia di seguire "il passo dell'Orco", ha scoperto che nel pancreas, quella sostanza ora la si può trovare……mamma mia che paura!
E se a qualcuno venisse in mente di riesumare anche il Prefetto Parisi? In tal caso, due goccine di quel rosolio se le prenderebbe  proprio il "dottor morte", sempre che non siano state sequestrate durante la perquisizione…dottor Giuttari vuole controllare?
Altro che "Scarabeo"!………Sarebbe piuttosto "Scacco  Matto"!

                                                                         Gabriella Pasquali Carlizzi 

 
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