|
|
|
Home Page - Contatti - La libreria - Link - Cerca nel sito - Pubblicità nel sito - Sostenitori |
Non
esiste un livello “sicuro” di radiazioni
8/11/2005
Il
prestigioso giornale americano Washington Post, nel numero del 29 Giugno
2005, riporta una notizia sui risultati di una ricerca a lungo termine
(dal 1990 ad oggi) sull’effetto delle radiazioni ionizzanti
sull’uomo e da cui risulta una pericolosità delle radiazioni anche a
piccole dosi, fino ad oggi sottostimata che porta alla preoccupante
affermazione che: “Non esiste un livello “sicuro” di radiazioni;
anche basse dosi di esposizione ai raggi possono danneggiare il DNA.
Dallo
studio epidemiologico condotto dalla National Academy of Science (1)
(l’Accademia è una organizzazione privata incaricata dal governo
U.S.A. di informare il Governo in materia scientifica) risulta che ogni
piccola dose di radiazione pone un rischio di generare il cancro su una
persona durante tutto l’arco della sua vita, e contraddice le
precedenti affermazioni di alcuni scienziati che
dicevano che piccole dosi sono innocue e persino benefiche.
I dati mettono quindi in discussione anche il cosiddetto limite massimo
di radiazioni per cui, per esempio, il personale delle centrali nucleari
deve abbandonare un reattore in caso di incidente.
I risultati mettono in guardia su di un eccessivo uso di tecniche
medico-diagnostiche come la scansione mediate tomografia assiale
computerizzata TAC su tutto il corpo.
I ricercatori affermano nel loro lavoro che non esiste una soglia di
esposizione alle radiazioni sotto la quale il cancro non sia indotto.
Anche i semplici raggi comunemente prescritti determinano alcuni rischi
di effetti negativi sulla salute, essendo i raggi X più pericolosi di
altre radiazioni ionizzanti.
Da questo studio emerge che una persona su 1000 svilupperà il cancro
dopo una sola esposizione alla TAC totale.
Il lavoro conclude dicendo che non esiste una soglia di esposizione
sotto la quale bassi livelli di radiazione possano essere dimostrati
innocui o benefici.
Gli autori della ricerca hanno stimato che una persona su 100 esposta a
100 milliservert di radiazione durante la vita, svilupperà un cancro di
tipo solido o una leucemia, e che la metà di questi casi sarà fatale.
Inoltre si prevede che altre 42 persone di questo gruppo svilupperanno
un cancro per altre cause.
Cosa sono le radiazioni ionizzanti
Si definiscono Ionizzanti, le Radiazioni elettromagnetiche o
corpuscolari che, attraversando la materia, producono fenomeni di
ionizzazione sul materiale che attraversano. Un flusso di radiazioni
ionizzanti può mettere in moto, nel mezzo che attraversa, un gran
numero di particelle elettricamente cariche. Queste, rallentando,
depositano energia creando dei danni alla struttura chimica del mezzo
attraversato. Se quest’ultimo è un tessuto biologico, i danni creati
dalle radiazioni ionizzanti si esplicano in pericolose modificazioni
biochimiche. I danni al DNA delle cellule sono i più pericolosi e
possono essere prodotti direttamente dalle radiazioni incidenti o
indirettamente dalle aggressioni chimiche che i radicali liberi,
generati dalla interazione delle radiazioni stesse con le molecole di
acqua contenute nei tessuti viventi, esplicando il loro effetto sul DNA.
Le
radiazioni ionizzanti sono prodotte:
1.
dal decadimento di nuclidi radioattivi, (isotopi di
elementi stabili) detti radioisotopi presenti in natura
2.
da sorgenti situate all'esterno del nostro pianeta (raggi
cosmici),
3.
da apparecchi radiogeni appositamente costruiti per uso
medico
4.
da reazioni nucleari.
Rischio-beneficio
Da questi risultati si evince che è importante la valutazione del
rischio-beneficio in una indagine radiologica medica. E’ naturale che
per immobilizzare una frattura si usino i raggi X o che per gravi
patologie venga utilizzata
Come si difende l’organismo
Per fortuna un organismo sano è in grado di rimediare ai danni
provocati dalle radiazioni ionizzanti, sia immediatamente a livello
molecolare con la riparazione del frammento di DNA danneggiato, sia
successivamente nell’eventualità si sia formata una cellula
neoplastica, individuandola e uccidendola grazie al sistema immunitario.
Questi meccanismi di difesa funzionano continuamente nel nostro
organismo senza che neanche ce ne accorgiamo, ma nel momento in cui le
difese si abbassano a causa dello stress o di un cattivo stile di vita,
ecco che la singola cellula maligna può prolificare e dare origine ad
un cancro.
Le radiazioni ionizzanti sono pericolose perché per i loro effetti
biologici alterano le strutture chimiche di composti che regolano
l’attività delle cellule e modificano il DNA inducendo mutazioni
genetiche. L’esposizione a questo tipo di radiazione può provocare
leucemie e tumori da cellule mutate.
Per un americano tipo l’82% delle radiazioni a cui è esposto proviene
da fonti naturali come il gas Radon che fuoriesce dal terreno
naturalmente; il resto proviene soprattutto da procedure mediche come i
raggi X.

Fig 1
Si tratta di un esame non invasivo; solo in alcuni casi è richiesta la
somministrazione di mezzi di contrasto. Si deve tenere presente che il
paziente viene sottoposto all'assorbimento di una quantità di
radiazioni superiore a quella della radiografia tradizionale. Viene
utilizzata soprattutto per la diagnosi dei tumori, ma anche per
l'individuazione di altre patologie, come quelle a carico del sistema
nervoso, degli organi addominali, dell'apparato muscoloscheletrico.
Negli ultimi tempi si stanno affermando due nuove tecniche:

Fig 2
Bibliografia
1- BEIR VII: Health risks from exposure to low levels of ionizing
radiation. The National Academies. Report in Brief: Giugno 2005.