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Dell’Utri
Jr, scontro e coca
Tino Fiammetta - pubblicato
su «Il Giorno.it» (http://ilgiorno.quotidiano.net),
novembre 2003
Un
grave incidente, alla guida il figlio di un personaggio notissimo, una
donna in prognosi riservata. E poi c'è la droga. Sono gli ingredienti
che compongono uno scarno fascicolo inviato dai vigili urbani in Procura
quattro giorni dopo il fatto. Poche righe di sintesi, l'esito degli
esami tossicologici, e il rimbalzo al sostituto di turno. Come per
togliersi un peso, sia pure tardivamente.
Il 31 ottobre alle 6 del mattino viaggiava da solo, nell'auto intestata
a sua sorella, Marco Dell'Utri, il maggiore dei figli del parlamentare
di Forza Italia. Un ragazzo di 23 anni a bordo di un'auto, poco dopo
l'alba, e a pochi passi da casa sua. E' infatti in via Moscova,
all'angolo con corso di Porta Nuova, che si verifica l'incidente. La «Citroen
Saxo» guidata dal giovane si scontra con un'altra macchina, a bordo una
donna di 34 anni, Viviana Alejandra Paglietta. L'impatto è importante:
il nucleo radiomobile dei vigili urbani interviene pochi minuti dopo,
nelle strade ancora deserte di un tranquillo fine settimana.
Sia il giovane sia la donna vengono portati al vicinissimo
Fatebenefratelli. Ma mentre il ragazzo rifiuta il ricovero, dichiara di
stare bene, la giovane non se lo può permettere: è in gravissime
condizioni. Viene prima portata in Rianimazione, quindi trasferita
giorni dopo in Neurochirurgia, dove è tuttora, per un ematoma cerebrale
sottodurale. Starà a lei, quando potrà, valutare il peso della
vicenda. Il fascicolo giunto nelle mani del sostituto di turno, se la
donna decidesse di presentare querela, avrebbe a quel punto un titolo di
reato: lesioni colpose.
Sembrava un brutto incidente, come i tanti che infestano a cadenza
quotidiana la città. Non lo è. I vigili intervenuti osservano l'auto e
vedono che dentro c'è qualcosa di troppo evidente, persino abbagliante.
Sul tappetino a destra della guida della Saxo ci sono una siringa con
ago, un cucchiaino, della polvere bianca e del liquido residuo. Quasi
certamente droga.
È con imbarazzo e assoluta discrezione che i vigili chiamano i cani
antidroga del comando di polizia municipale. L'auto viene ispezionata e
annusata: e, a parte la siringa e il suo contenuto subito sequestrati,
non risulta altro. E ancora con assoluta discrezione, la sostanza
trovata viene inviata in un ufficio defilato, nel laboratorio chimico e
tossicologico dell'Agenzia delle dogane (che è l'ufficio fiscale) di
via Marco Bruto 14.
L'esito è quasi immediato e scontato: cocaina e caffeina insieme, droga
potenziata dall'eccitante. C'è un sospetto: il giovane con ogni
probabilità l'aveva appena assunta. Se lo stupefacente possa avere
avuto un ruolo nell'incidente, o no, chi può dirlo? Comunque sia, Marco
Dell'Utri viene segnalato per violazione della legge sugli stupefacenti
alla Prefettura.
Così la cronaca cadenzata di quelle prime ore del 31 ottobre. Poi il
fascicolo si arena: non viene inviato in Procura per la convalida della
perquisizione sul veicolo. Giunge al magistrato di turno solo la sera
del 4 novembre. Pochi fogli preceduti da un rapporto a dir poco
laconico, una ventina di righe che non danno conto nè della via
dell'incidente, nè delle modalità: neppure del fatto se la donna fosse
a bordo di un'auto o a piedi.