🔸Storia dell’Igiene Naturale e della Medicina. Dalle origini con Pitagora e Ippocrate agli igienisti moderni, attraverso l’evoluzione del concetto di malattia, salute, riposo e longevità. 🔹I principi della nutrizione e i macronutrienti. Proteine, carboidrati, grassi e acidi grassi e il loro ruolo nell’organismo. 🔸La digestione. La stagionalità, qualità degli alimenti, enzimi, germogli e combinazioni alimentari. 🔹Le diverse modalità di cottura e l’approccio consapevole alla preparazione degli alimenti. 🔸Il mistero dell’acqua. L' idratazione e pratiche di vitalizzazione. Rapporto tra acqua, consapevolezza e benessere. 🔹pH, equilibrio biochimico acido-base. Alimentazione e principali approcci ai percorsi depurativi. 🔸Metallli pesanti e pratiche tradizionali e naturali di supporto alla disintossicazione.
Siamo al bivio di una scelta importantissima: una biforcazione che porta all'annientamento dell'attuale paradigma sanitario. Continuare con la visione allopatica nichilista della medicina ortodossa oppure imboccare l'altra strada rimasta (e unica) che conduce alla libertà individuale. Da una parte c'è la visione della medicina ufficiale, che interpreta la malattia come una condizione anomala causata da fattori sconosciuti: sfortuna, genetica difettosa, virus erranti e maledizioni divine. È una strada che porta diretti al caos più totale. I risultati di questa folle visione li vediamo ogni giorno: la terapia viene intesa come una “guerra al sintomo”. Un approccio belligerante che ha lo scopo di distruggere i segnali del corpo! Ma la soppressione dei sintomi impedisce, da un lato, l’ascolto del paziente e, dall'altro, blocca la risposta fisiologica dell'organismo.
Nella visione della Medicina Sagrada, i sintomi che il corpo manifesta non sono casuali, ma hanno un loro preciso senso e scopo! Vedere le cosiddette "malattie" come parte di un Programma Biologico Speciale e Sensato, che l'organismo attiva in risposta a un nostro (e personalissimo) vissuto, è straordinariamente liberatorio. Questo approccio ci permette anche di comprendere la strada terapeutica più idonea da percorrere. Tutto torna ad avere un senso. La sfortuna e i "fuffavirus" lasciamoli ai camici bianchi e al loro paradigma, oramai allo stadio terminale. La Medicina Sagrada descrive esattamente le correlazioni biologiche dell’organismo quale unità indissolubile di psiche-cervello-organo. Avete letto? Unità indissolubile, non solo organi e apparati disgiunti che si "ammalano" per puro caso, come nella disumanizzante medicina odierna. La malattia, lo ripeto, non è un errore, non è un’entità maligna (o divina) né un'aggressione esterna da combattere con ogni mezzo. Tale comprensione, assieme alla fiducia magistrale nella Natura, permette di eliminare la causa principale dell’impotenza di fronte a un verdetto ineluttabile: "Lei ha un cancro maligno"; "Il suo è un cancro infiltrante"; "Le restano solo tre mesi di vita"... Riprendiamo in mano la nostra Vita una volta per tutte, con responsabilità e, soprattutto, umiltà.
La Medicina Sagrada ha sconvolto ogni cosa, non quadra più nulla, tranne i fatti. G. R. Hamer
Il glutine, piaccia o non piaccia, non fa bene alla salute! Si tratta di una proteina (una lectina) estremamente complessa da digerire e, soprattutto, altamente infiammatoria. Una dieta ricca di glutine aumenta l'infiammazione organica, inclusa quella del cervello! Non sto dicendo nulla di nuovo: basta essere onesti con se stessi la sera sul divano, tra movimenti tellurici della pancia, mongolfiere d’aria, pseudogravidanze all’ottavo mese, gonfiore fantozziano, feci sfatte, dolori e crampi vari. Oltre a tutto questo, le proteine come il glutine hanno un impatto negativo anche sul nostro encefalo, riuscendo a superare non solo la barriera intestinale ma anche quella emato-encefalica, innescando focolai infiammatori con la conseguente formazione di placche come meccanismo di autodifesa. Non parliamo dell’adipe. Donneeee… il grasso che si deposita nei vostri fianchi, nelle cosce e nel didietro non arriva dai grassi alimentari (olio, burro, uova...), ma – mi dispiace darvi questa triste notizia – dai carboidrati (zuccheri)! Chiaramente tutto dipende dalla quantità di glutine che decidete di immettere nell’organismo con la nutrizione, ma in caso di patologie i carboidrati andrebbero ridotti drasticamente, e in certe condizioni eliminati senza alcuna pietà.
Celiachia Il processo di digestione del glutine è permesso dalle transglutaminasi intestinali, enzimi che modificano l'amminoacido glutammina. Nelle persone celiache – secondo la narrazione dei "preti in bianco" – si formano misteriosamente anticorpi anti-transglutaminasi che sarebbero la causa del processo infiammatorio e del danno a carico dei villi intestinali. Ufficialmente il problema dipenderebbe per il 40% dai geni (cioè dalla sfiga), per il 40% dall'alimentazione e per il restante 20% da fattori misteriosi (quindi sempre dalla sfiga).
Binario conflittuale La Nuova Medicina insegna invece che le cosiddette allergie e intolleranze alimentari (compresa la celiachia) sono binari conflittuali in cui è coinvolta una sostanza qualsiasi che rappresenta il fattore di innesco di un Programma Biologico Sensato e Speciale. Per capire questa affermazione bisogna sapere che il cervello registra costantemente tutto quello che viviamo. Quando mangiamo, il cibo passa nel digiuno (un tratto dell’intestino tenue sempre vuoto) sotto forma di informazione. Funziona esattamente come il lettore di codici a barre del supermercato quando la cassiera passa un prodotto. Ma l’encefalo, come detto, registra tutto quello che stiamo vivendo nel momento in cui mangiamo: suoni, profumi, odori e anche emozioni (ansia, paura, rabbia, risentimento, contrarietà, porcherie, ecc.).
Quindi, nel digiuno, l'alimento viene associato allo stimolo vissuto!
Agli esordi di qualsiasi allergia, il primo conflitto, quello iniziale, è detto ”programmante”, e il corpo non manifesta alcun sintomo. Quando successivamente arriverà lo “scatenante”, i sintomi si faranno vedere eccome. Nella celiachia il “programmante” avviene durante il primo periodo di vita del cucciolo, ovvero durante lo svezzamento! Staccare il seno a un cucciolo è un passaggio delicatissimo e può diventare fonte di traumi, se viene fatto in maniera scorretta. Il latte che sgorga dalle mammelle infatti non è solo alimentazione, ma Vita, contatto, relazione con il proprio Dio! Se il cucciolo, quando gli viene tolto il seno, dovesse vivere tale "distacco" e "separazione" con un vissuto di "contrarietà indigesta" o “porcheria” (“perché mi hai tolto il seno?”), il cervello registrerebbe anche tale sofferenza. E se in quel momento dovesse passare per il digiuno proprio il glutine? Il cervello assocerebbe la proteina alla sofferenza! Eccolo qua il binario: glutine e conflitto di distacco da mamma, con “contrarietà indigesta”. Ogni qualvolta quel bambino (anche da adulto) mangerà il glutine, tale ancoraggio farà manifestare al corpo i sintomi ben noti alle persone celiache. Per uscire da questo binario servono conoscenze nell’ambito nutrizionale e biologico (inteso come “logica della vita”).
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Nell’antica Grecia, il termine nósos indicava la malattia come un'entità oggettiva, spesso inviata dagli dèi come punizione. Nella cultura ebraica antica il termine nega significava “piaga” o “tocco”, ed esprimeva l'idea di un contatto diretto della mano di Dio, spesso legato a una colpa morale o a una necessaria purificazione. Mentre nella tradizione latina la parola "malattia" deriva dalla composizione di malus (cattivo) e del suffisso -attia (usato per indicare uno stato). L’etimologia descrive quindi la malattia come uno “stato cattivo”. Da qui nasce il legame con il termine “malato”, che deriva dal latino tardo malatus (da male habitus, cioè “che si trova in cattive condizioni”). Sempre in latino mălus significa cattivo, mentre mālus (con la "a" lunga) è l’albero del melo, il cui frutto è mālum, la mela. Nella tradizione cattolica il frutto proibito dell'Eden fu identificato proprio con la mela: i traduttori medievali giocarono molto sul fatto che il frutto del male (malum) avesse lo stesso suono della mela (mālum), creando un parallelismo suggestivo con la parola malattia. Secondo questa visione, la malattia entra nel mondo solo dopo il peccato originale. Prima della caduta di Adamo ed Eva, il corpo era sano e perfetto. Teologicamente, la malattia è l'ombra del peccato che si manifesta sulla carne. Per millenni è stata considerata la conseguenza diretta, la punizione visibile, di una colpa. Quanto siamo lontani oggi da questi antichi e scandalosi retaggi religiosi?
Le divinità adirate e gli spiriti punitivi di un tempo sono stati brillantemente rimpiazzati dai moderni virus e dai geni difettosi. Abbiamo solo cambiato il reparto marketing della sfiga. Se infatti nasciamo con delle tare genetiche, non è mica colpa nostra: siamo stati semplicemente maledetti dall'alto!
La narrazione è identica, è solo diventata biochimica: il peccato originale oggi si chiama "predisposizione ereditaria" e i demoni della possessione si sono trasformati in filamenti di DNA o RNA pronti a colonizzarci al primo starnuto sul tram. Vi ricordo infine, che in oncologia si fa ancora ricorso al termine evocativo di tumore “maligno”... “Il cancro era maligno; microbi, febbre, tutti i cosiddetti ‘sintomi di malattia’ erano maligni e dovevano essere estirpati perché peccaminosi. Siccome nessuno sapeva l’eziologia delle ‘malattie’, sono nate migliaia di terapie alternative. E quando poi Madre Natura riusciva comunque a portare a buon fine la guarigione, allora le abbiamo annoverate nei nostri successi”.G. R. Hamer
Arriva Mirikizumab, il nuovo pacco farmacologico firmato Eli Lilly per il morbo di Crohn, una patologia infiammatoria cronica e progressiva del tratto intestinale che da noi in Italia colpisce circa 100mila persone. La nuova sbobba chimica è un cosiddetto "farmaco biologico" che stranamente costa molto più dell'oro. Il prezzo per un flaconcino da 15 ml, infatti, è della bellezza di 2.417,84 €. Una droga carissima che va a lavorare sull’interleuchina-23p19, una proteina che svolge un ruolo nell’infiammazione correlata alla malattia.
I camici bianchi, non sapendo la vera causa di nessuna malattia, vanno - come sempre - a spegnere il sintomo. Non si chiedono, infatti, i motivi dell'infiammazione della mucosa e delle ulcere che si formano. D'altronde come potrebbero, visto che non conoscono le Leggi Biologiche, intese come logica della Vita?
L'intestino crasso ha la funzione di assorbire l'acqua per formare lo "stronzo", per poi espellerlo grazie alla peristalsi. Il cervello che controlla l'intestino crasso è il tronco encefalico (paleoencefalo, il cervello arcaico) che "gestisce" il conflitto del "boccone porcheria". Lo "stronzo", infatti, deve essere eliminato quanto prima dal corpo perché tossico.
Per cui, se viviamo continue "porcherie" nella nostra vita (al lavoro con il mobbing, in casa, nelle relazioni, ecc.), il cervello attiverà sempre questo organo con l'intento di evacuarle quanto prima.
Una domanda semplice da porsi è la seguente: chi è, o cosa è, lo "stronzo" che non riesco a eliminare? Questo effetto lo si vede con l'alternanza di stipsi (mentre viviamo le "porcherie") e diarrea (quando le risolviamo). Se tali attivazioni vanno avanti nel tempo, ci sarà il danneggiamento della mucosa intestinale (ulcere) con i gravi problemi ben noti alle persone con il Crohn: dolore, sanguinamento, pus, ecc.
I farmaci non servono assolutamente a nulla se non usciamo dal vissuto di "porcheria", se non ci spostiamo da quella situazione "tossica". Ecco perché, dopo qualche anno, tutti i pazienti finiranno sotto i ferri chirurgici per farsi estirpare il tratto intestinale ulcerato! Nessuno può guarire all'interno di questa assurda visione allopatica.
Il problema non è l'intestino o il sistema immunitario impazzito che attacca la mucosa.
Il problema è il nostro vissuto di "porcheria".
Per cui sta a voi abbracciare la comprensione biologica, cambiando qualcosa nella vostra vita, o rimanere immobili in quel terreno, finendo dai macellai laureati.
Siamo ancora qui, nel bel mezzo della solita, infinita diatriba esistenziale: il glutine fa bene o fa male? Non serve sterminare intere colonie di topi in laboratorio per comprendere una verità lapalissiana: il glutine non fa bene. Punto. E prima che iniziate a tirare fuori le vostre tessere dell'AIC, no, non mi riferisco soltanto ai celiaci. Parlo proprio di tutti quanti. Voi compresi. Questa proteina (una lectina) è estremamente complessa da digerire e, soprattutto, è altamente infiammante. Quindi, una dieta ricca di glutine aumenta l'infiammazione organica, inclusa quella del nostro cervello! Per chi non conoscesse le lectine, si tratta di molecole autoprodotte dalle piante come difesa dagli animali; una volta ingerite, si legano ai carboidrati nel tratto intestinale, nel cervello e nelle articolazioni, causando reazioni infiammatorie! Che il glutine crei disastri e disturbi infiammatori all'intestino lo sanno pure i sassi. Basta essere onesti con se stessi la sera sul divano, tra movimenti tellurici della pancia, mongolfiere di aria, gonfiore fantozziano, feci sfatte, dolori e crampi vari. La novità è che solo da poco, finalmente, si è iniziato a parlare anche del suo devastante impatto sull’encefalo. Il glutine non è l'unica lectina: anzi, la Wheat germ agglutinin (WGA, che si trova nella crusca) è una proteina ancor più piccola, per cui riesce a passare la barriera intestinale e quella emato-encefalica, innescando focolai infiammatori con la conseguente formazione di placche come meccanismo di autodifesa. Ma non finisce qui, perché nel tempo libero questa simpatica sostanza causa anche l'aumento della massa adiposa. Ebbene sì, cari amanti della scarpetta: questo succede perché i carboidrati (cereali, legumi, amidi in generale) una volta metabolizzati si trasformano inesorabilmente in zucchero. Tutto quello che non riuscite a bruciare con le vostre normali attività quotidiane viene stoccato sotto forma di glicogeno nel fegato — intasandolo e regalandovi un bel fegato grasso da competizione — e sotto forma di adipe nei punti critici. Care donne, avete capito il messaggio? Il grasso che si deposita nei vostri fianchi, nelle cosce e nel culo non arriva dal grasso alimentare (olio, burro, uova), ma dai carboidrati (zuccheri) in eccesso! Al contempo, impedisce allo zucchero di entrare nelle cellule muscolari, interferendo perfino con la digestione delle altre proteine. Insomma, un bel casino. Ovviamente tutto dipende dalla quantità di glutine che decidete di buttarci dentro con la nutrizione, ma viene da sé che, in caso di patologie, i carboidrati andrebbero ridotti drasticamente — e in certi casi eliminati del tutto, senza pietà. Se poi vogliamo parlare di vera prevenzione, allora dare un taglio netto e drastico alla loro assunzione non è solo consigliato, è pura sopravvivenza.
PS: Attenzione che non vi sto mica rivelando il terzo segreto di Fatima? Tutte le persone (e dico tutte) che hanno provato a ridurre o eliminare il glutine anche solo per un breve periodo di tempo, hanno sperimentato risultati a dir poco eclatanti. Parliamo di prestazioni fisiche e mentali decollate all'improvviso e della misteriosa scomparsa di sintomatologie fastidiose, spesso croniche, che si trascinavano dietro da anni (e che la medicina ufficiale tentava di spegnere a suon di farmaci). Provare per credere, d'altronde il corpo non mente mai.
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Sento sempre più persone, uomini ma anche donne, che hanno problemi nella minzione. Il sistema escretorio umano è l’insieme di organi responsabili della filtrazione del sangue, della produzione e, alla fine, dell'espulsione dell'urina. È costituito da due reni, dai canali escretori (i calici, la pelvi renale e l'uretere), dalla vescica (dove l'urina viene immagazzinata prima di uscire) e infine dall'uretra, che ne permette l’espulsione dal corpo.
Reni
I reni sono fondamentali per l'organismo: estraggono dal sangue specifici prodotti finali del metabolismo e acqua, regolano l'omeostasi e il volume del liquido extracellulare. I glomeruli filtrano dal sangue la porzione non proteica del plasma (circa 150-200 litri nelle 24 ore), di cui il 99% viene riassorbito. Successivamente, mediante i tubuli collettori, avviene il riassorbimento di quelle sostanze utili (glucosio, aminoacidi, acqua e sali che contengono ioni) per essere poi riavviate al torrente sanguigno. Tutto quello che non serve diventa urina e viene eliminato all'esterno. I reni parlano di equilibrio, si riferiscono a decisioni/scelte, relazioni, vita di coppia e anche di paura! Hanno a che fare con i nostri punti di riferimento! Il senso profondo e arcaico dei tubuli collettori renali è trattenere il liquido più importante, che è l’acqua, con lo scopo di “salvarsi la vita”. Infatti, prima che diventi urina vera e propria, il paleoencefalo (tronco encefalico) che controlla questi organi fa riassorbire i liquidi in maniera proporzionale a quanto ci sentiamo “distanti” dal nostro mare, dai nostri sogni, dai nostri bisogni… Quindi il cervello riassorbe liquidi in proporzione a quanto siamo distanti dal nostro percorso! In questa condizione il corpo produce meno urina e la trattiene (edemi, ritenzione idrica, ecc.).
Vescica urinaria
È una struttura che si trova nella pelvi dietro all'osso pubico e serve alla raccolta dell'urina proveniente dai reni. Il senso biologico generale di questo organo è quello di "marcare il territorio". È la necessità biologica di produrre un'urina più forte, con un odore più intenso, il cui scopo è quello di farsi sentire, di marcare, di segnare. Il maschio con la minzione delimita il proprio territorio (“questo è mio”), in quanto il getto direzionabile va verso l'esterno. Per il maschio è infatti molto importante segnare il proprio territorio. Un uomo si sente a casa quando quel posto è suo e porta il suo marchio, il suo odore. La donna il territorio lo organizza mettendoci anche la sua “identità”. La femmina, infatti, si accovaccia al centro del proprio territorio e la sua minzione è direzionata all'interno. Quindi il conflitto vissuto al femminile è l'impossibilità di organizzare il proprio territorio, la propria posizione nel clan o, per estensione, la propria "identità". Ecco perché la cistite nella donna è sempre legata a un vissuto di invasione di identità, quando il suo ruolo viene messo in discussione (dalla suocera che entra liberamente nella propria casa, alla nuova collega che lavora con il marito, alla scoperta dell’amante, dalla nascita di un figlio, ecc.).
Trigono vescicale: "porcheria"
È il triangolo compreso tra l'orifizio degli ureteri e quello dell'uretra. Questa parte della vescica è legata al "conflitto ripugnante", non pulito e quindi “sporco”, a una porcheria vissuta nel proprio territorio. Un qualcosa vissuto come una vigliaccata. Avendo solo proprietà assorbenti, qui possono formarsi polipi o adenocarcinomi. In risoluzione avviene la caseificazione e l'urina avrà un fortissimo odore sgradevole (anche con perdite di sangue), ma si tratta sempre di cistite.
La bellezza della Natura è che tutto è perfetto e tutto ha un senso, anche nella cosiddetta "malattia".
Il nostro corpo reagisce automaticamente e biologicamente quando un evento ci coglie impreparati. Nel corso dell'evoluzione la Natura segue un principio semplice e fondamentale: l'istinto di sopravvivenza (del singolo e della specie). Così facendo il cervello umano ha codificato programmi biologici (speciali e sensati) il cui scopo è salvarci la vita. Tali programmi, chiamati "malattie", sono parte integrante del corpo umano, immagazzinati nel DNA, e vengono attivati quando la Vita lo richiede. Quindi organi e apparati “si attivano” in risposta ad uno specifico evento, reale o percepito come tale!
Come ogni anno, sono sempre onorato e felice di presentare il corso (in presenza e anche online) sulle Leggi Biologiche! Stiamo parlando di conoscenze fondamentali per diventare Uomini liberi. Per quale motivo, infatti, l’uomo si ammala? Colpa del destino, della sfortuna o di una genetica difettosa, come afferma la medicina? E come mai si “ammala” proprio quell’organo e non un altro? Perché sul lato destro e non su quello sinistro del corpo? Queste domande verranno svelate grazie alle straordinarie conoscenze della Nuova Medicina e delle Leggi Biologiche. Se riconosciamo che Psiche, Cervello e Organo sono interconnessi e inseparabili, è evidente che quando ci “ammaliamo” stiamo vivendo qualcosa di preciso e non di casuale! Siamo di fronte a conoscenze magnifiche e affascinanti, che ci permettono di comprendere quello che stiamo vivendo con lo scopo di superare la paura e farci ritornare in equilibrio!
PROGRAMMA DEL CORSO:
LEZIONE 1: FOGLIETTI EMBRIONALI E LE 5 LEGGI BIOLOGICHE L’evento è neutro; vissuto-percepito-risentito; Paura; il ruolo dell’ipofisi; I 4 tessuti embrionali; I 4 cervelli; Le 5 Leggi biologiche, la DHS e la Curva bifasica…
LEZIONE 6: APPARATO OSTEO-ARTICOLARE Apparato osteo-articolare. Il senso biologico delle varie ossa, strutture, vertebre, tendini, legamenti e del sistema linfatico…
LEZIONE 7: APPARATO CARDIO-CIRCOLATORIO Sangue e circolazione. Il senso biologico di arterie (le coronarie con il conflitto di perdita di territorio), vene e le varie attivazioni…
Come mai sempre più persone sono allergiche? Qual è la causa? La medicina brancola nel buio più totale e definisce l’allergia come una reazione anomala del corpo verso determinate sostanze, dette allergeni. Ma non ne spiega il motivo. Perché, infatti, una persona reagisce a “qualcosa” con il muco, con il naso colante, con l'asma o con un rash cutaneo? Solo le conoscenze della Medicina Sagrada permettono di comprenderne il senso. L’intero processo allergico (come ogni cosiddetta “malattia”) è un’interazione tra psiche, cervello e organo. Analizziamo quali sono i sintomi tipici del raffreddore o di alcune reazioni allergiche: congestione nasale, naso che cola, lacrime, starnuti, sfoghi della pelle, mal di testa... La mucosa nasale è controllata da un relè cerebrale nel lobo frontale della corteccia. Ed è questa particolare zona del cervello che viene influenzata quando sperimentiamo un conflitto nel territorio o nelle relazioni, chiamato “conflitto di puzza” o di “pericolo”.“Questa cosa mi puzza!”, “questa situazione è pericolosa”... Tale specifico conflitto può essere vissuto in termini reali attraverso un odore, uno shock, un trauma oppure anche in senso figurato. Nel momento in cui si verifica un “conflitto”, la corteccia ordina l’ulcerazione della mucosa nasale. Il ripristino di questa perdita di tessuto provoca congestione nasale e spesso mal di testa, a causa dell'edema cerebrale nella zona colpita, che sta guarendo. Starnuti e naso che cola sono segnali che l'organismo è finalmente in grado di sbarazzarsi del residuo del processo di riparazione e, in senso figurato, di ciò che ha causato la "puzza" o il “pericolo”. A seconda dei tessuti coinvolti, il valore conflittuale varia, così come i sintomi. L’esempio della rinite allergica è illuminante. Per capire, va saputo che il cervello registra tutto quello che noi viviamo. Sempre. Quando sperimentiamo un conflitto inaspettato, la mente è in una situazione di grande ricettività e registra tutte le componenti che circondano il momento esatto del vissuto: odori, sapori, suoni, parole, oggetti o persone, e le memorizza. Questo è il “programmante” e tali “memorie” creano il cosiddetto “binario”. Se una persona è in un binario per aver vissuto prima qualcosa di importante, anche da piccola, quando entrerà in “contatto” con una sostanza e/o situazione registrata (un suono, un odore, una persona, ecc.), ci sarà il riavvio del conflitto, con tutti i sintomi corrispondenti alla situazione vissuta. A questo punto la medicina la chiamerà reazione allergica. Ma l’allergia è solo una recidiva o una ricaduta del conflitto primario! Qual è lo scopo, quindi, dell’allergia? È un sistema di allarme del corpo che ci avverte di una situazione pericolosa. Ci dice di fare attenzione! Qualsiasi cosiddetto “allergene” (polline, peli di animali, acari, polvere, graminacee, lattosio, ecc.) richiama o riattiva il programmante con il suo vissuto corrispondente. Ecco un paio di esempi. Un bambino corre felice in campagna ma cade in un buco nel terreno e si fa male, iniziando a piangere disperato (lacrime, muco nasale...). Il suo cervello, in quel momento preciso, registra tutto: l’odore dell'erba, il colore dei fiori, il polline, ecc. Lo shock fa registrare e fotografare al subconscio ogni sensazione, e tali immagini rimarranno impresse e associate allo shock. Da quel momento, il profumo dell'erba o la vista di quel tipo particolare di fiore sarà in grado di riportare il suo organismo a rivivere lo stesso shock vissuto a suo tempo, pur non essendoci le condizioni di sofferenza. Il bambino cresce ma, quando si trova in presenza dello scatenante (il polline, ecc.), manifesterà una rinite con starnuti e una copiosa secrezione dal naso, lacrime dagli occhi o un edema laringeo. In altre parole, l'odore dell'erba e/o la presenza di quella sostanza si trasformano in campanelli d'allarme per il cervello, che cercherà la protezione allontanandosi da essa per non subire uno shock. Il polline dei fiori e le molecole odorose dell'erba NON possono essere la causa tossica di una reazione allergica, ma sono gli attivatori di sensori che inducono la persona a fuggire di fronte al probabile pericolo. Un bambino tira la coda al gatto, il quale si gira e lo graffia sulla mano. Il piccolo inizia a urlare e a piangere copiosamente. Il suo cervello registra tutto, tra cui ovviamente i peli del micio. Da quel momento in poi, si programma l’allergia ai peli di un animale!La stessa cosa vale per le allergie alimentari. Se una persona è allergica a un determinato cibo (arachidi, uova, fragole, cioccolato, ecc.) significa che quello specifico alimento è stato mangiato nel momento preciso di un conflitto e il cervello ha registrato tutto, associando il vissuto all’alimento. Quando escludiamo dalla dieta una sostanza irritante, il problema non è quella sostanza, ma il binario corrispondente! Finché il conflitto non verrà risolto, l’"allergia stagionale" si ripeterà anno dopo anno, esattamente ogni volta in cui il cervello verrà a contatto con quell’allergene (il polline, per esempio). I binari andrebbero compresi, altrimenti le allergie ci accompagneranno per molto tempo…
Volete comprendere il senso delle malattie e le Leggi Biologiche? A ottobre ripartono le lezioni (in presenza e anche on-line) https://t.me/ScienzaArteSalute/248
Ragazzi, se in giro vedete questo fiore, evitate di chiamare un botanico per fare i saputelli e, per carità, lasciate in pace le forze del disordine (che hanno già abbastanza grattacapi con i parcheggi in doppia fila e le multe per bestemmie in pubblico). Mandate una foto e la geolocalizzazione direttamente a me. Per pura curiosità scientifica, s’intende... Spiegare la cannabis a chi pensa ancora che sia solo roba da festival reggae è un’impresa disperata. Questa pianta è più complessa dell'algoritmo di un social network e decisamente più utile. Limitiamoci a grattare la superficie delle sue proprietà terapeutiche, che non nascono per magia, ma grazie a un centinaio di fitocannabinoidi. I due capobanda li conosciamo tutti: il THC (quello che fa vedere i draghi alati, ma che in farmacia fa miracoli, soprattutto nel portafogli del farmacista) e il CBD (il cugino saggio e sobrio che non sballa ma risolve problemi), entrambi pronti a dialogare con il nostro sistema endocannabinoide come vecchi amici al bar.
📌 Azione analgesica e antidolorifica: È forse la proprietà più celebre. Praticamente spegne il volume del dolore cronico e di quello neuropatico, dando una tregua anche a chi combatte con la fibromialgia (quella simpatica patologia che fino a ieri i medici liquidavano con un "sei solo un po' stressato o depresso").
📌 Effetto miorilassante e antispastico: Se i vostri muscoli sono così tesi e rigidi da sembrare la scultura di un maratoneta di marmo, la cannabis aiuta a mollare la presa. È una manna dal cielo per ridurre la spasticità nei pazienti affetti da sclerosi multipla o malattie neurodegenerative.
📌 Azione antiemetica: Dice addio a nausea e vomito con una decisione che i normali farmaci da banco si sognano. È fondamentale per restituire un briciolo di dignità e tregua a chi sta affrontando i pesanti cicli di chemioterapia o radioterapia.
📌 Stimolante dell'appetito (la cosiddetta fame chimica): Il THC risveglia l'appetito anche a chi non vorrebbe vedere il cibo nemmeno in fotografia. Nei casi di forte deperimento, anoressia o per i pazienti oncologici e affetti da HIV, questa fame improvvisa non è un vizio, ma una vera e propria terapia salvavita.
📌 Effetto sedativo e ansiolitico: Grazie al CBD, l'ansia quotidiana e i pensieri molesti delle tre del mattino vengono magicamente disinnescati. Stabilizza l'umore e regala un sonno decente a chi ha dimenticato cosa significhi dormire otto ore di fila a causa del dolore.
📌 Riduzione della pressione intraoculare: Viene in soccorso anche nel trattamento del glaucoma, soprattutto quando i colliri tradizionali e le terapie convenzionali decidono di gettare la spugna.
📌 Azione antinfiammatoria, antiossidante e neuroprotettiva: Il CBD si improvvisa guardia del corpo dei vostri circuiti neurali, proteggendoli dall'usura del tempo. Gli scienziati la stanno studiando per rallentare i sintomi dell'invecchiamento cerebrale. Praticamente, un restauro conservativo per i neuroni rimasti.
E tutto questo, sia chiaro, è solo la punta microscopica dell'iceberg. Riassumendo: fa passare il dolore, rilassa i muscoli, fa tornare l'appetito, calma l'ansia e protegge il cervello... Iniziate a capire come mai per quasi un secolo l'hanno messa al bando e demonizzata come il peggiore dei mali? Dai, che ce la potete fare, basta un piccolo sforzo intellettivo e forse ci arrivate anche senza l'aiuto di un cannone...
I funghi sono creature misteriose. Spuntano all'improvviso, dal nulla, con le loro splendide forme e colori, e altrettanto rapidamente scompaiono. Per migliaia di anni le loro sorprendenti apparizioni e le enigmatiche sparizioni li hanno resi una sorta di frutti proibiti. Alcuni funghi sono in grado di ucciderci, altri possono guarirci, molti possono nutrirci e altri ancora possono stimolare un viaggio spirituale e un'elevazione della coscienza. Per essere precisi, i funghi sono i corpi fruttiferi di una rete quasi invisibile chiamata micelio: il tessuto cellulare che sta sotto la terra dove camminiamo. Il micelio è una specie di network di cellule fungine che permea tutti gli ambienti naturali. Ma è anche il fondamento della rete alimentare e ciò che tiene insieme tutta la vita. Queste immense reti sotterranee possono raggiungere dimensioni più grandi di qualsiasi altro organismo al mondo, arrivando a coprire anche migliaia di ettari. Sotto i nostri piedi esiste quindi una rete vibrante di filamenti lunghi migliaia di chilometri, quasi microscopici, che ricicla aria, suolo e acqua in un ciclo continuo di equilibrio e reintegrazione. Il solo motivo per cui possiamo camminare nei boschi è perché migliaia di specie fungine hanno decomposto tutti i detriti organici, riciclando il materiale morto e dando il via all'incessante rinnovamento dell’esistenza. Attualmente si contano almeno 3 milioni di specie di funghi che popolano la Terra, ma alcuni ricercatori ritengono possano esisterne altri 100 milioni ancora da scoprire. La capacità dei funghi di scomporre sostanze chimiche ed eliminare tossine è ampiamente nota e dimostrata. Sono in grado di assorbire, degradare o sequestrare i contaminanti che si sono accumulati o rilasciati nel suolo o nell'acqua. Ci riescono scomponendo gli idrocarburi complessi e le catene di molecole toxic in parti abbastanza piccole da consentire ad altri microrganismi di completare il lavoro, riportando così la vita in luoghi compromessi. Detto in altri termini, sono le pietre miliari di tutte le specie, il collante nei regni della Natura che includono insetti, piante e animali. Rendono i nutrienti biodisponibili per tutti gli altri organismi. Almeno il 70% dell’anidride carbonica presente sotto terra è costituita da funghi, sia vivi che morti. Quello che fa impazzire i botanici è che i funghi fanno parte di un regno a sé stante: sono più strettamente imparentati con noi di quanto lo siano con i vegetali. Organismi del tutto insoliti: il loro tessuto è più simile al tessuto animale che a quello vegetale, e anche il loro contenuto di nutrienti è più affine a quello degli animali che delle piante. Questo è il motivo per cui i funghi non sono né piante né animali, ma stanno nel mezzo a questi due estremi. Costituiscono un regno completamente separato. Sono composti principalmente da acqua e fibre, come le piante, e presentano organi riproduttivi come la frutta, ma in termini evolutivi occupano una posizione molto più vicina alla nostra. Come è stato detto, i funghi che vediamo spuntare dalla terra sono i corpi fruttiferi del micelio. Provate a immaginare l'intero organismo come un enorme albero di melo sotterraneo, mentre il fungo è la mela. Non avendo uno stomaco, si nutrono secernendo enzimi, come i nostri succhi gastrici, per scomporre il cibo fuori dai loro corpi. Noi esseri umani possiamo rilevare cinque principali sapori: dolce, salato, acido, amaro e umami. L’umami è anche il gusto che caratterizza proprio i funghi, a causa della presenza di tutti e nove gli aminoacidi essenziali per produrre proteine complete, non come quelle della carne, ma di migliore qualità. I funghi sono anche una fonte ottimale di vitamina D2. La loro storia si perde nella notte dei tempi. Alcune spore di funghi sono state trovate nei resti di una donna che morì circa 20.000 anni fa nell’attuale Spagna. In Egitto i funghi venivano chiamati “figli degli dei”. Nel corpo mummificato di Ötzi (l'uomo di ghiaccio), risalente a circa 3.300 anni prima di Cristo, sono stati trovati due tipi di funghi: il Piptoporus betulinus che cresce sulle betulle ed è tuttora utilizzato per combattere le infezioni e come coadiuvante nella digestione, e il fungo “esca del fuoco”, ben noto per le sue capacità di facilitare l'accensione del fuoco.
PS: il prossimo articolo sarà dedicato ai Funghi magici...