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Elezioni europee
di Ida Magli tratto da ItalianiLiberi associazione - 2 giugno 2004

Molti dei nostri lettori, ma anche molti italiani, sollecitati in questi giorni dai politici e dai giornalisti sulla prossima scadenza elettorale, si domandano che cosa fare. Votare? Astenersi? Quale Partito votare? A dire la verità ci troviamo in una situazione nella quale qualsiasi comportamento non cambia nulla per i cittadini; ed è prima di tutto questa la prova più evidente della sopraffazione truffaldina con la quale è stato portato avanti, fin dall’inizio, il progetto dell’unione europea: i cittadini non hanno nessuna possibilità di scelta.

Riassumo, quindi, i punti principali del quadro, al solo scopo di far conoscere, o di rendere più chiaro agli Italiani, i motivi per i quali siamo incastrati in una trappola senza uscita.

1) Si è chiamati a votare per un organismo cui è stato dato il nome di «Parlamento». Ma nell’unione europea il «Parlamento» non fa le leggi, quindi non è un Parlamento. Ha una funzione «consultiva», non vincolante, nei confronti degli unici organismi che deliberano, se governano, con decisioni immediatamente operative: Il Consiglio e la Commissione. Può, eventualmente, questo invertebrato e truffaldino pseudo parlamento, fare «proposte», ma né il Consiglio né la Commissione sono tenuti a prenderle in considerazione.
Di fatto, il «Parlamento Europeo» è stato inventato per far credere ai popoli di partecipare ad una democrazia, in qualche modo quindi costringendoli a convalidarla, e per creare dei posti riccamente remunerati ai politici dei singoli paesi, invogliandoli così a far parte di un macroscopico Impero nel quale debbono soltanto fingere di «rappresentare» il ruolo di parlamentari.

2) Stando così le cose, votare per un partito piuttosto che per un altro è indifferente agli effetti del governo nell’Impero europeo, mentre i politici se ne avvalgono per rafforzare il proprio peso all’interno dell’Italia (meccanismo naturalmente identico per gli altri paesi).
La finzione con la quale è stato progettato l’Impero sovranazionale è plateale e fuori dalla realtà proprio là dove, nel Trattato di Maastricht, si prescrive che colui che governa in Europa non deve interessarsi in nessun modo dello Stato nazionale di provenienza. I «Signori» del mondo iperuranio, circondato di stelle, cui è stato dato il nome di «Europa», si atteggiano a divinità investite di grazia e di giustizia, e nessuno si permette neanche di sorridere di fronte a tale grottesca pretesa. Per questo possono rubare, corrompere, dilapidare (come è successo con il governo Santer) i beni di circa 400 milioni di sudditi senza che nessuno, neanche il più «libero» dei giornalisti, osi ricordarlo al gregge che non possiede via d’uscita. Se vota, vota contro la propria Patria e la propria libertà; se non vota, non essendo stato previsto dagli astutissimi, cinici legislatori, nessun tipo di quorum, o di referendum, la situazione rimane invariata.

3) Come tutti avranno notato, la campagna elettorale per le elezioni europee è stata condotta da tutti i Partiti senza neanche un minimo accenno ai problemi gravissimi e a tutt’oggi privi di soluzione che la struttura politica e l’organizzazione di governo dell’Impero comporta di per sé, per il fatto stesso che è stato costruito a tavolino. Ci sono nazioni, però, nelle quali i cittadini hanno qualche possibilità di scampo. Per due motivi principali. Il primo - e fondamentale - che possono votare per un partito che combatte contro l’unione europea all’interno del parlamento nazionale. Tali, per esempio, la Svezia, la Danimarca, la Gran Bretagna, la Francia e alcuni degli ultimi Paesi che hanno aderito all’Unione come la Polonia e l’Estonia. L’altro motivo consiste nel rispetto per la democrazia in base al quale, nel momento stesso in cui hanno firmato il Trattato di Maastricht, alcuni governi hanno posto come condizione di convalida alla loro firma, lo svolgimento di un referendum popolare. Come è noto, è per questo che la Svezia ha potuto rifiutare la moneta unica, così come la Danimarca; mentre il paese nel quale l’adesione all’unione europea è stata compiuta tenendone del tutto fuori e all’oscuro i cittadini, è appunto l’Italia.
Lo «stratagemma» usato contro gli Italiani è stato quello di farlo passare come «politica estera». E non esistono aggettivi che possano definire un’operazione politica che toglie l’indipendenza, la sovranità, la libertà, i confini, la moneta, la lingua, la storia, la patria ad un popolo che possiede uno Stato sovrano, affermando che si tratta di «politica estera».

4) Che cosa fare dunque, davanti alle elezioni europee? Forse non andare a votare può essere interpretato come un segnale di dissenso? Può darsi. Se pensate che sia così, non votate. Rimane, comunque, l’enorme truffa con la quale i detentori del Potere costringono i cittadini a forme di analfabetismo assoluto dato che la truffa e la sopraffazione consistono nel porre la domanda.
Poveri Italiani! Nessuno mai dei tanti governi stranieri di cui sono stati sudditi, dagli Spagnoli ai Francesi, dagli Austriaci ai Papi, li ha tanto ingannati; gli ha tolto, non soltanto la libertà ma tutto quello che possedevano, quanto i governanti italiani di oggi. Di fronte al cinismo con il quale, festeggiando la Repubblica e la Patria, hanno rafforzato nei cittadini plaudenti, la fiducia nella loro «italianità», gli attuali governanti hanno superato, probabilmente, perfino i massimi limiti della fredda spietatezza necessaria all’esercizio della tirannide, descritta da Machiavelli e da Alfieri, ossia dai più grandi pensatori e teorici del Potere, non a caso Italiani.

 

 
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